Pubblicazioni


10 ANNI 2006-2016 Arte e Teologia, a cura di Giuliana Albano

Pubblicazione in occasione del decennale della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia.
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TERRA CELESTE

Ipotesi e Percorsi per la realizzazione di un Parco Culturale Ecclesiale nell’arcidiocesi di Chieti Vasto
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Proposte di una nuova architettura sacra

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Quaderni di arte e teologia

Leggere Architettura
Quaderni di Arte e Teologia (n. 8)
Rosario Pinto
LEGGERE L’ARCHITETTURA SACRA

Un percorso tra le maglie del tempo tracciando un’analisi dello spazio sacro, dei suoi significati, della sua evoluzione. Leggere l’architettura sacra è il libro a cura di Rosario Pinto, con la prefazione di Giorgio Agnisola.

Rosario Pinto, classe 1950, è giornalista, storico e critico d’arte. Ha studiato Storia dell’Arte all’Università Federico II di Napoli, proseguendo la sua formazione in Germania ad Heidelberg. È stato docente in diverse Università e Accademie statali; attualmente insegna alla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale. È direttore dell’Istituto di Studi sull’Astrattismo e l’Aniconismo e dell’Istituto per la Ricerca e lo Studio dell’Arte al Femminile. Innumerevoli le mostre curate e i volumi pubblicati, tra i quali ricordiamo: Astractura. Nulla dies sine linea (2018), L’Astrattismo nella prospettiva dell’Astrazione geometrica (2011), Arte nucleare in Italia (2009), Prospettive iperrealiste (2004), Arte napoletana nei secoli (1995).
Umanità
Quaderni di Arte e Teologia (n. 7)
Giorgio Agnisola e Giuliana Albano (edd.)
UMANITÁ DI DIO NELL’ARTE
Spunti di riflessione
Il quaderno prende spunto da una giornata di studio sulla ‘Umanità di Dio nell’arte’, tenutasi nell’anno accademico 2014- 2015 presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sez. S. Luigi. La giornata fu promossa dalla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia in vista del quinto convegno ecclesiale nazionale, tenutosi a Firenze nel novembre dello stesso anno. A due degli interventi che qui si riportano, di Andrea Dall’Asta e Giovanni Liccardo, si sono aggiunti un saggio di Luigi Razzano, docente della Scuola, e i contributi di tre giovani studiosi: Roberta Foresta, Cristhian Lefta e Francesco Raucci.
Cosa ha significato e cosa può significare rappresentare Dio nell’arte? Quali sono i presupposti teologici e quali le possibilità di sviluppo per il futuro? Quale è stato il contributo dell’arte cristiana nello sviluppo della riflessione antropologica? Quali istanze emergono dal panorama dell’arte contemporanea? Quale umanità è chiamata ad essere rappresentata nel fenomeno artistico? Sono queste alcune delle domande fondamentali che, in un modo o nell’altro, attraversano gli articoli del testo. I contributi degli autori gettano luce sul tema dell’umanità di Dio nell’arte sia guardando al passato e alla tradizione dell’arte cristiana, sia al presente, assumendo le provocazioni della contemporaneità in modo critico.
Leggere l'Arte
Quaderni di Arte e Teologia (n. 6)
Anna Carfora (ed.)
LEGGERE L’ARTE, RACCONTARE DIO

Si legge nella nota introduttiva di Anna Carfora: il quaderno propone una triplice suddivisione. Nella prima parte del testo, “Percorsi di Arte e Teologia”, Armando Nugnes mette in luce le reciproche implicazioni di arte e teologia, tali da rendere possibile una cooperazione di entrambe – stante la tensione comunicativa che le pervade – nell’azione dell’evangelizzare, secondo le tre dimensioni poietica, epifanica e omologetica. Nicola Salato parte da una suggestione di D.M. Chenu, che considera l’arte un vero e proprio locus theologicus a cui pertiene una dimensione rivelativa. Esemplifica la tesi mediante l’analisi dell’opera L’Empire des Lumières di R. Magritte. La vocazione evangelizzatrice dell’arte viene analizzata da Edoardo Scognamiglio a partire da tre caratteri dell’opera d’arte: materico, simbolico ed estetico; tre vie per «l’annuncio del Vangelo ma anche per l’umanizzazione del mondo», seguendo gli spunti offerti dalla Laudato si’. Nella seconda parte, “Leggere l’Arte, raccontare Dio”, Giuseppina De Simone, accompagnando le sue argomentazioni con alcune riflessioni di V. Kandinskij, evidenzia come l’arte, proprio attraverso la sua visibilità, costituisca un tramite per entrare in relazione con l’invisibile, non mera esteriorità ma incontro con l’interiorità. Carlo Manunza, poi, si sofferma sul carattere totalizzante, “olistico” dell’esperienza che vive colui che fruisce dell’opera d’arte. L’esperienza dell’arte, del tutto diversa dal “consumo”, può configurarsi come una sorta di “introduzione” a Dio, che viene esemplificata attraverso un’analisi del Battistero di san Giovanni in Fonte, nel Duomo di Napoli. Giorgio Agnisola si sofferma sulla lettura dell’opera d’arte, sulle modalità che la contraddistinguono: attraverso un percorso “tecnico” che decifra lo stile, il linguaggio, il significato, si perviene all’oltre a cui l’arte rimanda e che educa, nello stesso tempo, a percepire. Nella terza ed ultima parte, “Itinerari della bellezza”, Nicola Caracciolo tratta del Parco Culturale Ecclesiale Cammino di San Francesco Caracciolo, un percorso narrativo organizzato intorno al viaggio del santo che diventa una sorta di collettore e catalizzatore artistico-spirituale. Annamaria Corallo prende in esame il napoletano Complesso Monumentale Vincenziano al Borgo dei Vergini e ne propone una descrizione che fa affiorare il carisma missionario che ne costituisce la ragion d’essere. Giuliana Albano, infine, affronta la relazione tra arte e fede popolare. Considerando il caso di San Gennaro a Napoli, ripercorre questa relazione dal passato al presente, da quanto veicola la sontuosa cappella del Tesoro fino a ciò che esprime l’attualissimo murale di Jorit Agoch.

COLLANA EDITORIALE “LE FORME E LA LUCE”

La collana “Le Forme e la Luce” annovera agili testi su temi di arte e teologia, approfonditi nel duplice segno della dimensione estetica della teologia e della dimensione teologica dell’arte. Al centro dell’indagine sono le arti visive, con viva attenzione alle esperienze contemporanee, ma sono ricompresi altri ambiti creativi, dal cinema alla musica, alla danza e così via, attraversati con uno sguardo transdisciplinare. Galleria San Fedele, Milano – 25/10/2011, presentazione della collana LE FORME E LA LUCE – Il pozzo di giacobbe, Trapani 2010

Collana Le Forme e la Luce
GIORGIO AGNISOLA, ANDREA DALL’ASTA
La misericordia nell’arte

Nel 2015 è stato indetto da Papa Francesco l’anno della misericordia. Questo tema, che traduce e interpreta la benevolenza, l’amore, la benignità, la grazia e la clemenza, secondo il termine ebraico hesed, è centrale nell’esperienza cristiana. Esso è altresì fondamentale nelle diverse rappresentazioni cristiane. Centrale è la dimensione umana del messaggio, restituito con innegabile intensità nell’arte. Il presente volume prende le mosse da un lavoro di ricerca accademico della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Luigi che, in collaborazione con la Fondazione culturale San Fedele di Milano, ha riguardato lo studio di figure e rappresentazioni della misericordia nell’arte, lette nella molteplicità delle sue espressioni: dall’arte visiva, all’architettura, al cinema. Il volume, curato da Giorgio Agnisola e Andrea Dall’Asta, raccoglie testi di noti studiosi italiani e stranieri, premessi da una fondante introduzione di Mons. Nunzio Galantino.

Giorgio Agnisola
È critico d’arte e scrittore. È professore stabile presso l’Istituto Teologico Salernitano e insegna Arte Sacra presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sez. San Luigi, presso cui è condirettore della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia. Collabora da molti anni alle pagine culturali del quotidia­no ‘Avvenire’ e in particolare alla pagina ‘Arte’. Ha operato a lungo come consulente d’arte moderna e contemporanea presso i Paesi francofoni d’Europa. Ha scritto numerosi libri. Tra gli ultimi, Viaggio nell’opera, vedere e sentire l’arte, Moretti & Vitali 2005, La pietra e l’angelo, Guida 2007, L’oltranza dello sguardo in Friedrich, Monet, Cézanne, Il pozzo di Giacobbe 2010, Lo sguardo e l’opera (2013), L’avvertimento dell’oltre in Morandi, Rothko e Manzù (2015), Itinerari dell’anima Campania e dintorni, Guida 2016. È membro dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte. Ha curato mostre di rilievo internazionale tra di esse: ‘Il simboli­smo in Belgio (Reggia di Caserta, 1986); ‘Burri, unico e multiplo’ e ‘Magnelli, opere 1915-1970’ (Pinacoteca Comunale di Gaeta).
Andrea Dall’Asta
Dopo aver studiato architettura a Firenze, entra nella Compagnia di Gesù nel 1988. Si laurea in filosofia a Padova, in teologia a Parigi e, sempre a Parigi, consegue il dottorato in filosofia estetica, dopo un anno di preparazione alla Columbia University di New York. È direttore della Galleria San Fedele di Milano dal 2002 e della Raccolta Lercaro di Bologna dal 2008. Fonda a Milano nel 2014 il Museo San Fedele. Itinerari di arte e fede. La sua attenzione è rivolta sia al rapporto tra arte, liturgia e architettura, sia all’analisi dell’immagine come strumento di formazione del mondo artistico giovanile, di dialogo tra arte e fede e di promozione della giustizia. È docente alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Scrive su Civiltà Cattolica e su alcuni quotidiani come Avvenire. Ha partecipato a importanti progetti come l’adeguamento liturgico della cattedrale di Reggio Emilia e la realizzazione dell’Evangeliario Ambrosiano. Ha fatto parte del comitato scientifico del Padiglione del Vaticano per la Biennale di Venezia (2013) ed è stato co-curatore della sezione Disegnare il sacro, alla Biennale di Architettura di Venezia (2014). Oltre numerosi saggi, ha scritto alcuni testi, come: La Luce. Splendore del Vero. Percorsi tra arte, architettura e teologia dall’età paleocristiana al barocco, Ancora edizioni, Milano 2018; Eclissi. Oltre il divorzio tra arte e Chiesa, San Paolo edizioni, Cinisello Balsamo (MI) 2016; La rivelazione dell’Apocalisse. Il destino dell’uomo nell’arte tra passato e presente, a cura di Dall’Asta Andrea e di Giovanni Morale, Silvana editoriale, Milano 2015; La Croce e il Volto. Percorsi tra arte, cinema e teologia, Ancora, Milano 2015; Dio storia dell’uomo. Dalla Parola all’immagine, Messaggero edizioni, Padova, 2013; Nascere, il Natale nell’arte, San Paolo edizioni, Cinisello Balsamo (MI) 2012.
Collana Le Forme e la Luce
GIORGIO AGNISOLA
L’avvertimento dell’oltre in Morandi, Rothko e Manzù

L’avvertimento dell’oltre – si legge in quarta di copertina – trama l’arte contemporanea: un avvertimento che può cogliersi nel profondo dell’espressione come riflesso di un’ansia, come turbamento e ricerca non di rado drammatica di ragioni e sensi del mistero della vita. Una ricerca in genere non inquadrabile in un ambito confessionale, che non assume l’ansito di una speranza coltivata come dichiarata religio, ma che può essere vivissima, attingere più di tante pallide e retoriche manifestazioni confessionali alla sapienza del mistero. Come nel caso di tre grandi artisti del Novecento – Morandi, Rothko e Manzù – di cui l’autore, conosciuto critico d’arte, indaga l’opera e la vita.

Quaderni di Arte e Teologia
GIULIANA ALBANO
Ecce Rex Vester

La ricerca è dedicata a Maarten Van Heemskerck, artista del Cinquecento fiammingo, cerniera degli sviluppi dell’arte fiamminga del sedicesimo secolo. Ma è nell’arte sacra che si focalizza questo lavoro centrato su di un dipinto rilevante ma poco noto dell’artista dal titolo Imago pietatis: titolo del resto discusso e forse discutibile, sebbene si innesti in una temperie riconoscibile della stagione rinascimentale italiana agli albori del Cinquecento e rimandi ad una consolidata iconografia, quella dell’Ecce Homo raffigurato a mezzo busto o coricato, spesso sorretto da angeli, che assunse nella cultura religiosa e devozionale del tempo un ruolo di primo piano, legando in qualche misura la suggestione dell’uomo vivo e sofferente a quella del Dio morto. Attraverso un excursus iconografico e analizzando l’opera nell’insieme si svela anche una nuova lettura del dipinto: il pittore fiammingo sembrerebbe voler raffigurare un momento intermedio, i giorni tra la deposizione e la resurrezione, ossia quanto è avvenuto nel sepolcro. La preparazione della discesa agli inferi. Una rappresentazione della preparazione alla discesa agli inferi come pieno compimento dell’annunzio evangelico della salvezza.

Giuliana Albano è storica dell’arte e critico d’arte. Collabora dal 2009 come corrispondente dalla Campania del “Il Giornale dell’Arte”; scrive inoltre per la rivista online Artepresente. Pubblica su cataloghi, riviste, libri in particolare sull’arte moderna e contemporanea; ha partecipato all’organizzazione e alla ricerca scientifica di numerose mostre. Collabora con la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Architettonici di Napoli e Provincia e con la Soprintendenza Archivistica per la Campania come archivista. Insegna Iconografia Sacra Contemporanea presso la Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia nella Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale, Sez. San Luigi.
Quaderni di Arte e Teologia
LILIANA MOSCATO ESPOSITO
Immagini, parte prima

L’estetica ha un ben curioso primato, perché di poche altre discipline, se non di nessuna, è stata teorizzata l’assenza di un proprio metodo e, addirittura, di un proprio specifico oggetto. Una negazione così paradossale e così radicale trova il suo rovescio – nonché una giustificazione – nel fatto che in realtà di oggetti (e quindi di metodi) ne ha avuti fin troppi: talora la mimesi, talaltra il bello, poi l’arte o le arti o ancora il genio creativo dell’artista o, infine, sul versante del fruitore, quell’indefinibile tipo di giudizio che è il giudizio estetico. Sulla scorta di tale metodo ci si propone qui di tracciare i confini di una settima idea, quella di immagine: si vedrà così che questi confini si spingono nel campo della filosofia, della teologia, del concreto procedere degli artisti, del giudizio del fruitore, interessando infine l’area dei processi comunicativi. Non è del tutto possibile, in tutte queste diramazioni, scindere completamente l’aspetto sistematico da quello storico, tuttavia si può rilevare una qualche diversità di accento per cui il tema dell’immagine tende a coniugarsi prevalentemente con la riflessione filosofica in età classica ed ellenistica, con la teologia in età medievale, con il concreto procedere degli artisti in età rinascimentale e barocca, con l’indagine sul giudizio dei fruitori nel diciottesimo e diciannovesimo secolo ed infine con la specificità dei processi comunicativi nella nostra epoca. In ognuno di tali periodi la riflessione sull’immagine ha assunto tre aspetti: quella sull’oggetto-immagine, sulle facoltà creative del produttore di immagini e sulla ricezione da parte del fruitore, focalizzandosi ora sull’uno ora sull’altro dei tre versanti.

Liliana Moscato Esposito è docente incaricata di Estetica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Luigi. Dirige l’Area Filosofica della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia, di cui è membro del Comitato Scientifico. E’ autrice di numerose pubblicazioni, tra cui ‘Immagini’, edito dalla Facoltà.
Quaderni di Arte e Teologia
GIORGIO AGNISOLA
Lo sguardo e l’opera

Parte prima, Lo sguardo e l’opera
Arte, bene comune | Arte e senso dell’oltre
Parte seconda, Dentro l’opera
Emilio Greco, la dimensione psicologica e spirituale | Alberto Magnelli, Opere 1910-1970 | Claude Monet, L’étang à Montgeron | Georges La Tour, Il sogno di San Giuseppe | Mathieu Le Nain, L’adorazione dei pastori | Réné Magritte, La voce del sangue | Jean Vemeer, La ragazza con l’orecchino di perla

L’arte con le ali | Famiglie di artisti | Artisti viaggiatori
Parte terza, Laboratori
Interni d’anima| Comunicare con se stessi, leggendo l’arte | Vedere e sentire

 

espositoQuaderni di Arte e Teologia
LILIANA MOSCATO ESPOSITO
Lineamenti di estetica: il limite, la materia, i paradossi

Nell’accostarsi all’estetica ci si aspetta, e con ragione, di sentir parlare di bellezza e di arte, ma sorge immediata la riflessione che non tutta la bellezza deriva dall’arte e che non tutta l’arte si propone come meta la bellezza. Più a fondo si scopre che il bello è frutto di norme rigorose, ma anche della volontà di violare le norme; che il giudizio estetico si forma sulla base di oggettive qualità dell’opera, ma che questa necessariamente interpella la soggettività del fruitore; che l’opera d’arte possiede un valore atemporale ma che è, nondimeno, soggetta al gusto di taluna o talaltra epoca: detto diversamente, ci si trova in un’area dove il principio di non contraddizione viene continuamente violato. Per orientarsi in questo mondo dove le cose sono e non sono, giova iniziare il percorso guardando verso l’antica sapienza del mito ed osservare poi il confluire della narrazione mitologica nella speculazione filosofica.

santiCollana Le Forme e la Luce
GIANCARLO SANTI
Architettura e Teologia
La Chiesa committente di architettura

Teologia ed architettura sono discipline diverse, che parlano lingue diverse. Per questo il dialogo tra loro, soprattutto quando si tratta della delicata questione della committenza di nuove chiese, risulta non sempre facile anche se necessario. Questo volume si sofferma su alcunio aspetti della progettazione di chiese spesso fraintesi o trascurati con lo scopo di rendere un servizio agli architetti, agli artisti e ai sacerdoti che si accingono a lavorare insieme per progettare una nuova chiesa o per rinnovarne una esistente. In questo senso anche la teologia può dare un valido aiuto all’architettura e all’architetto che, secondo Vitruvio, si nutre di molte discipline.

Giancarlo Santi, sacerdote della diocesi di Milano, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, attualmente presidente dell’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani. Autore di svariati articoli pubblicati su riviste specializzate in arte, architettura e liturgia, beni culturali e musei è promotore di ricerche, corsi di formazione e convegni a livello nazionale e internazionale sulla progettazione e l’adeguamento liturgico di chiese.
liccardoCollana Le Forme e la Luce
GIOVANNI LICCARDO
Palinsesti liturgico – iconografici nei monumenti tardoantichi di Napoli

Architettura, pittura, epigrafia, le immagini hanno trovato nella Chiesa delle origini i mezzi per esprimersi in tutti i modi, con tutti gli strumenti e in modo privilegiato nell’universo liturgico: costruzioni e volumi, spazi e luoghi, segni visivi e gesti. In questo breve saggio si studia particolarmente questarelazione semantica e simbolica; naturalmente, la ricchezza dei possibili soggetti da riscontrare ha determinato necessariamente una precisa delimitazione geografica e culturale della questione, con l’opzione non marginale per l’area napoletana, che senza dubbio presenta singolari esemplificazioni artistiche e interessanti sistemi decorativi.

Giovanni Liccardo dirige corsi di Storia della Chiesa e di Archeologia biblica e cristiana allo Studio Teologico Redemptor hominis di Benevento e allo Studio Filosofico Teologico Giovanni Paolo II di Salerno.
dallastaCollana Le Forme e la Luce
ANDREA DALL’ASTA
Dio alla ricerca dell’uomo.
Dialogo tra arte e fede nel mondo contemporaneo

Se nella storia dell’Occidente la Chiesa ha sempre costituito il naturale tessuto connettivo e il centro propulsore della società a livello simbolico, culturale, politico e religioso, oggi, al contrario, viviamo in un mondo sempre più secolarizzato, in cui i valori fondamentali sembrano messi radicalmente in discussione. Dal punto di vista dell’arte il Novecento ha costituito un punto di non ritorno. All’armonia di derivazione classica che aveva fatto propri i contenuti e l’ispirazione del cristianesimo, ha sostituito una nuova estetica, in cui l’uomo si è fatto interprete di una ricerca di senso “senza Dio”. Questo aspetto ha necessariamente comportato un cambiamento radicale dal punto di vista del significato stesso dell’espressione artistica. Cambiamento non sempre sufficientemente valutato nella sua complessità, anche all’interno del mondo ecclesiale. Purtroppo, molti esempi di arte “sacra” contemporanea mostrano le difficoltà di affrontare le sfide del mondo d’oggi. In questo contesto, la Chiesa è chiamata a rinnovarsi, a inculturarsi sempre più nel tempo presente, a superare la tentazione di creare spazi isolanti, per cercare di instaurare un dialogo con il mondo, perché possa ancora oggi costituire per l’arte un luogo fecondo di ispirazione e di evangelizzazione.

oltranzaCollana Le Forme e la Luce
GIORGIO AGNISOLA
L’oltranza dello sguardo in Friederich, Monet, Cézanne

Tre artisti del diciannovesimo secolo possono essere emblematicamente indagati lungo quel cammino dell’arte segnato dal rinnovamento e dalla crisi dello sguardo rivolto al visibile, ma con un’attenzione all’invisibile. Uno sguardo teso a leggere la realtà nella sua suggestiva evidenza fisica e naturale e nei suoi luoghi rivelativi dell’essere e del sentire, riflessi nella sensibilità e nella coscienza di un oltre percepito nel profondo della vita.
Il libro si struttura in tre parti principali (lo sguardo di Friedrich; Monet, il mistero della luce; Cézanne e la Montagna Sainte – Victoire); si conclude con una ricca appendice fotografica a colori.

filmbluCollana Le Forme e la Luce
MARCO CARDINALI
Tre colori: Film Blu di Krzysztof Kieslowski
Spunti per una lettura teologica

Nella prima parte del volume, più speculativa, l’autore delinea i fondamenti per una analisi teologica del film, si domanda perciò se e come è possibile leggere e interpretare il testo filmico, con il suo peculiare linguaggio alla luce della ricerca teologica, distinguendo i film esplicitamente religiosi dagli altri cercando di dimostrare, però, come tutti possano essere suscettibili di una tale analisi così rilevante per il dialogo tra fede e cultura contemporanea. La seconda parte è più applicativa e l’autore si dedica all’analisi di un film specifico: Tre colori: Film Blu del regista polacco Krzysztof Kieslowski, autore del Decalogo, scomparso nel 1996. Scopo dell’analisi è penetrare, in maniera profonda, dialogica e discorsiva, i vari livelli della narrazione filmica. L’idea dell’autore è dimostrare come in un film apparentemente per nulla religioso come Film blu si possa invece scorgere una metafora del concetto teologico di conversione e come, attraverso il linguaggio filmico, questa tematica possa parlare ancor più incisivamente al mondo contemporaneo. Un libro destinato non soltanto ad un pubblico di studiosi, ma anche a chi ama il cinema e vuole approfondirne i variegati aspetti e per chi usa il cinema durante la catechesi.

Marco Cardinali Giornalista professionista, dottore in Teologia (Pontificia Università Gregoriana), specializzato in Comunicazioni Sociali, laureato in scienze e tecniche psicologiche. Già responsabile della Redazione Orizzonti Cristiani della Radio Vaticana, per cui è autore di trasmissioni di approfondimento e conduttore degli eventi pontifici. Direttore della Lateran University Press. Responsabile dell’Ufficio Stampa della Pontificia Università Gregoriana e direttore editoriale del trimestrale La Gregoriana – informazioni P.U.G. Delegato per gli Affari Esterni dell’Abate di San Paolo fuori le Mura. Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Docente presso la Scuola di Alta formazione di Teologia e Arte nella Facoltà teologica dell’Università di Napoli Sezione “S. Luigi” e nella Scuola di Teologia per laici a Roma nell’I.S.S.R. Ecclesia Mater. Saggista e autore di articoli teologici, comunicazione, cinema e arte per numerose riviste divulgative e specializzate.