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Anno accademico 2019/2020

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12 luglio 2019

Nasce presso la Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale della Sezione San Luigi di Napoli il Laboratorio per il dialogo interreligioso e interculturale attraverso le arti che prenderà il via con l’inizio del prossimo Anno Accademico.
Il Laboratorio trova la sua ispirazione nell’orizzonte mediterraneo nel quale si muovono le scelte sia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sia della Conferenza Episcopale Italiana – del cui patrocinio la Scuola di Alta Formazione beneficia – che si appresta a vivere, il prossimo febbraio, il “Sinodo” dei vescovi del Mediterraneo.

La Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia (SAFAT) della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM) della Sezione San Luigi di Napoli annuncia la nascita del Laboratorio per il dialogo interreligioso e interculturale attraverso le arti che prenderà il via con l’inizio del prossimo Anno Accademico.
L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello nel ricco percorso compiuto dalla Scuola in tredici anni di attività, durante i quali ha sempre avuto un’attenzione particolare al dialogo tra religioni e culture.
Area di studio, approfondimento e indagine del Laboratorio sarà il Mediterraneo – già al centro dei convegni dal respiro internazionale La Teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo del 20 e 21 giugno, al quale ha preso parte anche papa Francesco, e Arte e dialogo nel Mediterraneo del 30 marzo, impreziosito da una lectio magistralis di Salvatore Settis – che gli allievi avranno possibilità di conoscere in tutte le sue sfaccettature attraverso la voce di studiosi delle tre religioni abramitiche, di storici dell’arte e archeologi di spessore, operatori culturali con esperienza, artisti italiani e internazionali.

«L’arte è da sempre strumento di conoscenza e possibilità di incontro tra i popoli del Mediterraneo perché nell’arte si rivelano i tratti comuni alle differenti culture, soprattutto sul piano religioso – sottolinea Giorgio Agnisola, critico d’arte, condirettore della SAFAT e curatore del Laboratorio -. Ecco perché è importante la nascita di un laboratorio che abbia come priorità la conoscenza e la competenza di carattere interreligioso e interculturale, anche nel campo delle arti.
Le stesse città del Mediterraneo hanno un volto frutto di continue sovrapposizioni di culture, nei loro aspetti laici e religiosi: Napoli ne è esempio eccellente e per questo sarà al centro di uno dei progetti che gli allievi porteranno avanti durante il Laboratorio, intitolato Napoli è Mediterraneo».

Il Laboratorio trova la sua ispirazione nell’orizzonte mediterraneo nel quale si muovono le scelte sia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Luigi, sia della Conferenza Episcopale Italiana – del cui patrocinio la SAFAT beneficia – che si appresta a vivere, il prossimo febbraio, il “Sinodo” dei vescovi del Mediterraneo.

«La Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale con questo laboratorio – aggiunge Pino Di Luccio, decano della PFTIM (sezione san Luigi) e direttore della SAFAT – vuole portare avanti il suo lavoro di ricerca per l’elaborazione di una teologia contestuale nel Mediterraneo che, come ci ha indicato il Santo Padre lo scorso giugno, è chiamata ad essere una teologia dell’accoglienza e a sviluppare un dialogo sincero con le diverse voci territoriali per la costruzione di una società inclusiva e fraterna e per la custodia del creato».

Il laboratorio – che sarà aperto a coloro che hanno seguito il corso istituzionale di Arte e Teologia per i beni culturali e a tutti coloro che siano interessati al tema specifico, purché forniti dei titoli e/o delle competenze richiesti per l’accesso alla Scuola o svolgano un’attività ecclesiale specifica e possano giovarsi dell’arte come strumento di catechesi e pastorale – si articolerà in due ambiti fondamentali: un ambito conoscitivo, di studio e condivisione culturale, ed uno propositivo, mediante l’attivazione di progetti concreti comuni. Gli allievi potranno collaborare ai progetti di studio e ricerca e alle altre attività pratiche previste dal laboratorio secondo modalità e tempi che verranno stabilite all’inizio dell’Anno Accademico.

Napoli è Mediterraneo

“Napoli è Mediterraneo” è un progetto aperto agli allievi di tutti gli indirizzi della Scuola e altresì agli allievi dei bienni di licenza della facoltà. Rientra negli obiettivi interdisciplinari inerenti al dialogo interculturale e interreligioso attraverso le arti. Mira a recuperare e valorizzare il volto mediterraneo di Napoli e riguarderà uno studio della città e del suo patrimonio artistico, architettonico e storico relativamente alle presenze e alle risorse, spesso intrecciate e sovrapposte, di varie civilta’ e credi e culture civili e religiose del Mare Nostrum, che nel capoluogo appaiono suggestivamente stratificate e amalgamate e poco evidenziate e poco conosciute. Gli allievi saranno chiamati a studiare, con l’aiuto di esperti, tali presenze e risorse e a progettare percorsi di riscoperta e valorizzazione, itinerari turistici, iniziative ed eventi, piani di promozione e divulgazione. Nei limiti delle risorse economiche disponibili, dei diversi studi e progetti sara’ redatta una pubblicazione.

Arte e Teologia per i beni culturali

L’esperto del dialogo interreligioso e interconfessionale attraverso la cultura e le arti

Nei territori del nostro Paese, nelle diocesi, nelle parrocchie, si avverte sempre più la necessità, nel campo del volontariato come in varie attività professionali, di uomini capaci di accogliere e dialogare con persone di diversa cultura e diverso credo, e in particolare con i migranti che raggiungono spesso drammaticamente la nostra Penisola. La Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia propone, proseguendo il cammino intrapreso negli anni scorsi, un anno di studio, ricerca ed esperienze volti a formare persone capaci, nel segno delle arti, di accogliere, aprendo il cuore ma anche l’intelligenza e il sapere, alla condivisione e al dialogo, avendo come obiettivo pratico la formazione di una nuova figura professionale, l’“esperto del dialogo interreligioso e interconfessionale attraverso la cultura e le arti”, come sostegno ecclesiale e consulenza in ambito pastorale. Un corso che più che in passato si fonderà su lezioni e visite guidate, momenti di confronto, ma anche su esperienze condivise con persone e istituzioni di diversa cultura e diversa confessione.

Insegnare la Religione con l’arte

Arti visive, cinema, teatro, musica etc.: nuovi linguaggi per insegnare la religione

Non solo le arti visive ma tutte le arti possono essere strumenti preziosi di ausilio nell’insegnamento della Religione Cattolica. Il corso intende offrire spunti, strategie, unità didattiche per dotare gli insegnanti di nuove opportunità didattiche e nuovi linguaggi per un insegnamento della Religione moderno ed efficace.

Laboratorio di turismo religioso

Progettare il turismo religioso

Nell’ambito del turismo in genere, e particolarmente in quello del turismo religioso, sono state delineate normativamente varie figure professionali, dalle guide agli accompagnatori. Unica competenza ancora da definire è quella del “progettista del turismo”, di colui cioè che ha competenze e sensibilità per organizzare attività, imprese e progetti turistici. Il corso punterà alla definizione di una nuova figura professionale, quella del progettista del turismo e in particolare del turismo religioso.

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